Inbound Marketing, cos’è e come può aiutarti

L‘inbound marketing attira il cliente come una calamita. Non sei tu a corrergli dietro ma è lui a trovare te e contattarti. Questo è per me il significato e la definizione giusta.

Per spiegare meglio questa strategia di promozione, ho deciso di realizzare il post di oggi. Continua la lettura per capire cos’è, qual è il suo significato nel dettaglio, quale servizio offre ai blog aziendali e come può attirare i potenziali clienti verso la tua sales page. L’ultimo punto di questo articolo illumina sulle differenze con l’outbond marketing.

In calce al post invece, trovi il pulsante per il download in formato PDF di questo stesso testo. Puoi scaricarlo sul tuo PC e stamparlo per leggerlo comodamente in qualsiasi momento!

Indice:

  1. Cos’è l’inbound marketing
  2. Quali benefici porta al tuo business
  3. Richiede tempo? (Dopo quanto ottieni risultati concreti)
  4. Per fare inbound marketing serve un blog?
  5. Quali strumenti mi occorrono?
  6. Quando serve e quando no?
  7. Come si fa inbound marketing
  8. Differenza tra inbound marketing e outbound marketing
  9. Conclusioni, super riassunto e PDF da scaricare subito!

1. Cos’è l’inbound marketing

L’inbound marketing è una strategia commerciale molto utilizzata online. È il cliente che trova il professionista, grazie alle ricerche su Google e i Social Network. Entra nella pagina di un blog probabilmente o magari, direttamente nella sales page. Il cliente legge, scopre chi c’è dietro lo schermo e se ciò che vede gli piace, ci sono buone possibilità che passa al contatto.

Fai marketing online senza darlo a vedere. Offri contenuti utili, fatti conoscere e creati un nome. Non devi vendere in modo diretto se non in poche pagine del sito (le sales page). Un modo elegante per proporti e farti trovare esattamente da chi ha bisogno di te (ricordati, i numeri non contano, le conversioni si!).

Questa strategia si basa fondamentalmente sul content marketing. Scrivi contenuti utili e che rispondono a determinate esigenze. Grazie al posizionamento organico su Google hai modo di attirare i lettori che hanno bisogno del tuo prodotto.

Una strategia che offre diversi benefici tanto al cliente quanto a te che vendi. Partiamo dal cliente. Non gli piace acquistare da qualcuno che cerca di vendere a tutti i costi. Vuole essere lui a scegliere quando e a chi dare il proprio denaro. L’inbound marketing elimina la pubblicità invasiva e la vendita forzata e promuove invece gli acquisti fatti di spontanea volontà.

Tutto questo piace al cliente. Piace terribilmente a tutti noi perché è l’esatto opposto di ciò che non amiamo affatto. Le telefonate da parte dei call center, le e-mail spam, le pubblicità invasive… giusto per fare qualche esempio.

2. Quali benefici porta al tuo business?

Vediamo adesso i benefici dell’inbound marketing per te che scegli di usarlo nella tua strategia. Come prima cosa hai la possibilità di metterti in contatto con centinaia di persone, anche quelle che non credi che hanno aver bisogno di te. Grazie al content marketing puoi mostrare le tue competenze, parlare di te al tuo pubblico. Permetti al lettore di capire chi sei, di fidarsi di te e del tuo lavoro, senza aver mai comunicato in modo diretto.

Non devi più contattare le persone per offrire i tuoi servizi. Ho lavorato nel ramo delle vendite a lungo e so bene quanto le persone restano infastidite da chi cerca di “vendere a tutti i costi”. Il rischio è quella di fare un’impressione sbagliata e perdere il cliente del tutto.

L’inbound marketing è il modo elegante di trovare nuovi clienti, mandar avanti l’azienda e fare networking. Tutto questo semplicemente offrendo consigli e spunti di riflessione utili.

3.Richiede tempo? Dopo quanto ottieni risultati concreti

Si, l’inbound marketing richiede tempo. Non lo hai? Ti conviene delegare il lavoro a chi può occuparsene. Molte aziende iniziano a lavorare sui contenuti, i video, i social network per trovare clienti, finendo poi con lo stancarsi. I risultati non arrivano subito, all’inizio il grafico di Google Analytics scoraggia. Mollare la presa è davvero facile.

Non arrenderti. Rischieresti di farlo un’ora prima del miracolo. (Proverbio)

Nell’inbound marketing non ci sono tempi chiari. Puoi avere a grandi linee un’idea se hai già realizzato un business plan articolato. Anche se sei un freelance dovresti redigerlo perché ti permette di scandire obbiettivi, tempi, prodotti. A tal proposito comunque, ti consiglio di leggere il libro Chi ha paura del Business Plan? Di Francesca Marano.

I risultati potrebbero non arrivare mai se non segui alcun piano editoriale e crei contenuti a casaccio. Questo non è fare marketing ma semplicemente scrivere ciò che ti passa per la testa, senza una strategia mirata.

4.Per fare inbound marketing ti serve un blog?

Per me si, il blog è alla base di una buona strategia di inbound marketing. Poi c’è chi lavora unicamente sui Social Network ma, dal mio punto di vista, è molto limitante. Quando decidi di attirare i clienti verso di te devi scegliere un mezzo di comunicazione e metterlo al centro del tuo lavoro. Poi individui altri strumenti utili e li usi come mezzi di comunicazione secondari. Per me questo strumento è il blog aziendale.

Ti consiglio di non esagerare. Utilizzare troppi Social Network ad esempio, può portarti all’obbiettivo opposto. Cioè a quello di non attirare proprio nessuno. Cura pochi canali e fallo bene, anzi benissimo. Se non sei capace o non hai tempo, delega. Il copywriter si occupa del tuo blog, della newsletter e della sales page. Il social media marketer della tua pagina Facebook e Twitter.

5.Quali strumenti mi occorrono?

Dipende su quali canali scegli di lavorare. Gli strumenti principali restano secondo me il blog e i Social Network (1 o 2, specialmente all’inizio).

Computer e connessione internet sono scontati, vero? Come vedi non hai bisogno di molto. La cosa importante è lavorarci, creare contenuti utili e seguire un calendario editoriale. Devi avere una visione chiara di ciò che vuoi raggiungere.

Hai bisogno anche di qualcos’altro. La conoscenza del settore, il tempo di scrivere e programmare, le competenze per preparare un buon articolo ottimizzato per i motori di ricerca ma scritto per le persone reali (i tuoi clienti!). Sono strumenti invisibili, ma sono questi che ti permettono di fare un buon inbound marketing.

6. Quando serve e quando no

L’inbound marketing serve quasi a tutti. Scegliere di essere presenti online solo perché ci sono anche i concorrenti invece, non serve a niente. Devi saper coinvolgere e catturare l’attenzione. Poi non dimenticarti, senza contenuti non ti posizioni e nessuno ti trova!

Serve agli e-commerce, i blog di nicchia, i liberi professionisti, chi vende corsi online, la pizzeria sotto casa… Anche un’attività ordinaria può decidere di interfacciarsi con questo strumento. Il local marketing è davvero potente e la notorietà di un’attività commerciale può crescere esponenzialmente (di conseguenza anche il fatturato).

Si, potenzialmente serve a tutti. Nella pratica no. Ha senso cercar di vendere un servizio come questo al fioraio di 75 anni che non conosce neanche internet e che da anni, lavora grazie al passaparola? Secondo alcuni si, secondo me no. Da un certo punto di vista potrebbe aumentare i suoi guadagni, ma a lui non interessa allargare il cerchio di clienti. E questo basta per farmi affermare che non ne ha bisogno.

7. Come si fa Inbound Marketing

Un po’ di inbound marketing pratico. Hai bisogno di contenuti di qualità. Devi creare blog post, pagine aziendali (about e servizi ad esempio), i post all’interno dei Social Network che hai scelto di utilizzare. Questi testi devono essere ben ottimizzati ma soprattutto, devono convertire quando occorre, fidelizzare, incuriosire e aiutare il lettore. Il content marketing non è l’unica cosa che conta in una buona strategia per attirare i clienti.

Puoi ricorrere alle infografiche, delle belle fotografie e i video dove spieghi e ti racconti ai tuoi lettori mettendoci la faccia. Prova e scegli cosa si adatta di più a te, alla tua strategia e la tua personalità.

Quando scrivi online per attirare traffico e clienti, devi far emergere chi sei davvero. Inutile perciò pubblicare video se ti fanno sentire completamente fuori luogo, lontani anni luce da ciò che ti aiuta a comunicare bene.

Lo scopo dell’inbound marketing è quello di attirare le persone sul tuo sito, grazie al posizionamento sui motori di ricerca per le chiavi di tuo interesse. Il lettore atterra sulle pagine del blog ma tu, devi essere bravo a convertire, portarlo sulla tua sales page o sulla pagina dei contatti.

Convertire il lettore in cliente. Non è facile, diciamolo. Però se segui una buona strategia ci riesci e più lavori sul tuo blog aziendale, più contatti ricevi. Le prime richieste di informazioni e preventivo, le prime collaborazioni che stringi . Infine, continuando a pubblicare i tuoi testi e coltivare relazioni, devi fidelizzare i tuoi clienti senza smettere di attrarne di nuovi. 

Vuoi fidelizzare? Dimostra competenza, sii utile al cliente. Dimostra di esserci e di lavorare davvero affinché tu possa aiutarlo a raggiungere i suoi obbiettivi.

8. Differenza tra inbound marketing e outbound marketing

L’outbound marketing è il marketing tradizionale. Prevede l’uso di strumenti come le campagne pubblicitarie e i comunicati stampa. Nell’outbound rientrano anche le call per vendere il prodotto o il servizio. Se fino a qualche anno fa era praticamente questo l’unico modo per proporre qualcosa alle persone, oggi le cose sono cambiate.

L’inbound marketing viene preferito all’outbound marketing perché non si intromette, non cerca di vendere qualcosa a chi non vuole acquistare. Non è una tecnica invasiva e fastidiosa. Le persone oggi riconoscono i banner pubblicitari anche quando sono ben mascherati, diffidano delle chiamate promozionali da parte dei call center e storcono il naso davanti alle e-mail palesemente di vendita, i pop up sui siti, le pubblicità in TV e alla radio.

Conclusioni, super riassunto e PDF da scaricare subito

L’inbound marketing attira i clienti verso di te che vuoi vendere un prodotto o un servizio. È l’opposto dell’outbound marketing, il quale si basa sulle tecniche di vendita tradizionali come il volantinaggio, le telefonate, le pubblicità in tv, alla radio e online.

L’inbound marketing ti permette di conquistare il cliente, ottenere la sua fiducia e lasciare che sia lui a contattarti per chiedere un preventivo. Non infastidisci chi non desidera comprare niente da te, ma hai la straordinaria occasione di attirare come una calamita proprio quelle persone che invece, hanno bisogno di ciò che hai da offrire!

Non è facile e richiede del tempo. C’è chi dice che non funziona. Può accadere, ma ci sono dei motivi. I principali secondo me sono questi tre:

  • Hai rinunciato troppo presto per la mancanza di risultati in tempi brevissimi
  • Non hai saputo individuare una nicchia e ti sei rivolto a tutti indistintamente, non attirando di fatto nessuno
  • Hai seguito la strategia di comunicazione sbagliata

Perché funzioni quindi, devi fissare gli obbiettivi in un arco di tempo ragionevole per il settore in cui operi. Devi aver realizzato un ottimo business plan, che ti permette tra le tante cose, di individuare la tua nicchia e il target a cui ti rivolgi. Infine, hai bisogno di un piano editoriale, una strategia curata e personalizzata per il tuo core business.

Vuoi leggere con calma il post o stamparlo? Perfetto! Scarica subito in formato PDF questo articolo sull’inbound marketing!

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Claudia Lemmi

Web Writer specializzata nei settori food, benessere e beauty. Scrivere articoli è il mio pane quotidiano e li accompagno di pagine aziendali e calendari editoriali. Come dessert bozze revisionate. servizi o contattami subito. Non dimenticarti di seguirmi su Facebook!