Home » Quanto è bello essere freelance?

essere freelance

Quanto è bello essere freelance?

Sono copywriter freelance da circa 5 anni. Un periodo sufficiente per farmi un’idea di quali sono i lati positivi e quelli negativi del mio lavoro e dell’essere una libera professionista. Questo articolo perciò, è frutto di considerazioni strettamente personali. Lo scrivo per te che stai lottando con l’idea di intraprendere o meno questo meraviglioso percorso. Sei in tempo per partire alla grande oppure, per tirarti indietro!

L’altra faccia della medaglia. Ogni singolo tassello che compone il mondo dei freelance può essere considerato bello o brutto, positivo o negativo. Dipende da come ti svegli quel giorno, dalla tua personalità, da come stai dirigendo la baracca e soprattutto, dall’angolino in cui ti sei messo per osservare e allo stesso tempo vivere ciò che ogni giorno fai per portarti a casa la pagnotta.

Sei in un mercato libero, fattene una ragione

La libertà di mercato è meravigliosa. Non hai un prezzo imposto dall’alto da dover proporre ai tuoi clienti. Scegli in base all’esperienza, le conoscenze che acquisisci ogni giorno e soprattutto, al valore che attribuisci al tuo tempo. Quanto è preziosa ogni ora che spendi per il progetto di un cliente?

Lavorare come freelance ti costringe, che tu lo voglia o no, a confrontarti con il mercato libero. Io che mi occupo di scrivere contenuti per le aziende, ho avuto spesso la brutta impressione che la concorrenza sfegatata a basso costo, mi “portasse via” preziosi clienti.

Poi però ho capito. I clienti che cercano un servizio di qualità non sono gli stessi che cercano un servizio low cost. Perché è consapevole che il valore non può e non potrà mai essere lo stesso.

Quindi si, ognuno può stilare il proprio listino prezzi come meglio crede. La concorrenza esiste tra professionisti che si trovano più o meno sulla stessa lunghezza d’onda. Ma questa è una forma sana di competizione, che spesso sfocia in realtà in eccellenti collaborazioni tra professionisti dello stesso settore! Il cliente sceglie in base al gusto personale, le esigenze, il prezzo… ma soprattutto decide di affidarsi all’uno o l’altro “a pelle”.

Scelta del cliente

Ogni progetto è unico. Può piacerti o meno. Puoi sentirti più o meno in sintonia con chi ti contatta. Decidere in base a questo è perfettamente lecito. Scegli così di rifiutare una collaborazione, accettarla a braccia aperte oppure, prendere in carica il lavoro solo perché ne hai bisogno. È un tuo diritto. Innegabile.

Il rovescio della medaglia è che appunto, qualche volta, devi prendere un lavoro perché è pagato bene e ne hai bisogno. Anche quando proprio non ti piace, ti costringi a farlo. Magari cambi idea o magari (altamente probabile) confermi giorno dopo giorno la sensazione iniziale.

Alcuni clienti fanno dannare, ma in linea di massima ti accorgi subito che qualcosa stona. Già i primi contatti portano a riflettere. Ed ecco che ti trovi a che fare con persone che non pagano, che pretendono più lavoro di quanto preventivato, che ti chiamano alle 21 per parlarti della loro nuova idea, che ti saldano le fatture mesi dopo… Un bel lato negativo, non credi?

Lavorare ovunque

Già dopo due anni di lavoro come freelance ho iniziato a prendere in considerazione di andare a vivere all’estero. Dopo aver cambiato destinazione 3 o 4 volte e aver prolungato molto i tempi, eccomi in Spagna in pianta stabile. Vivo nella penisola iberica e continuo a curare i progetti dei vari clienti, italiani e non. Volendo potrei diventare nomade digitale, ma per ora sto bene così.

Non tutti i freelance possono trasferirsi all’estero. C’è chi incontra continuamente i clienti e non può trasferirsi molto lontano dal proprio raggio di affari. Tuttavia la libertà di lavorare ovunque si traduce anche nel poter scegliere dove lavorare. Da casa o in un ufficio, in uno spazio di coworking o in quel parco dall’altra parte della città. Ogni giorno volendo, puoi cambiare postazione.

Non riesci a lavorare in casa? Affitta un ufficio che ti costringe ad alzarti, lavarti e sistemarti per raggiungerlo. In questo caso gli aspetti negativi possono essere facilmente raggirati. Io a livello lavorativo so organizzarmi bene e lavorare da casa è per me l’ideale.

Lavori quanto vuoi e quando vuoi

È il “lavori quanto vuoi” che all’inizio alletta. Ciò che il freelance agli inizi non si rende conto è che, a livello di probabilità, lavorerà 12 ore al giorno, non 2. Devi trovare il giusto equilibrio, anche in questo caso. Però è facile cadere nella procrastinazione quando non hai un titolare a cui render conto. È altrettanto facile sommergersi di lavoro e trovarsi a sopportare ritmi disumani pur di guadagnare.

Puoi scegliere di lavorare di giorno o di notte. Libertà totale. Secondo me il rischio maggiore lo porta l’alternare, lavorare in base agli impegni della giornata, in un momento piuttosto che un altro. Si perché alla fine probabilmente non lavorerai proprio e perciò ti troverai con una marea di lavoro accavallato tutto nello stesso periodo, con consegne da rispettare. Decidi i tuoi orari e rispettali il più fedelmente possibile.

Sei un freelance! Perciò puoi gestire meglio gli imprevisti. Il bello è questo. Se devi fare qualcosa di importantissimo puoi fermare il lavoro e risolvere il tuo problema. Se un giorno vuoi prendertelo di festa perché sei distrutto, fallo!

Tanti, tantissimi soldi!

Ti piacerebbe, vero? Tralasciando che per guadagnare devi prima trovare i clienti, ricordati che un freelance può in un periodo passarsela molto bene e in un altro drammaticamente male. Il guadagno non è costante. Quindi si, puoi crescere davvero molto dal punto di vista finanziario come freelance, ma potrebbe anche accadere che in alcuni periodi le entrate sono poche.

Nonostante questo non rimpiango lo stipendio fisso. I momenti grigi ci sono sempre, dipendente o libero professionista. Ciò che fa la differenza è il saper sfruttare anche i momenti di stallo lavorativo, usarli per far formazione, avviare progetti, prendersi qualche giorno di ferie etc.

Magari non diventi ricco sfondato, però ti mantieni bene e magari, riesci un po’ alla volta anche a ottenere maggiori soddisfazioni economiche!

Sei tu il capo

Si, questo è l’aspetto che mi è piaciuto sin da subito. Sono io che decido ogni aspetto e fase del lavoro che vado a svolgere. Non ho da rendere conto a nessuno. Posso lavorare in pigiama, scrivere mentre faccio colazione o lavorare la notte. Qualsiasi scelta per quanto riguarda gli orari, i clienti da accettare, i percorsi formativi da intraprendere… appartiene solo a me.

Il lato positivo e quello negativo vanno a braccetto. Si, ogni decisione la prendo in perfetta autonomia. La responsabilità degli errori però non è di nessun altro. Sono costretta ad accettare che la colpa mia, niente scaricabarile via….

Secondo te quali sono i lati positivi e negativi dell’essere freelance?