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Trasferirsi a Valencia e aprire impresa in Spagna

Sono passati ormai alcuni mesi da quando mi sono trasferita a Valencia e ho aperto la mia impresa autonoma. Ho detto addio alla partita IVA italiana e ho iniziato nella penisola iberica una nuova vita. Avrò più occasioni di parlarti della città e di come la vivo. Oggi ti racconto solo di cosa significa trasferirsi a Valencia e aprire impresa. Mi rivolgo a te che sei curioso di capire come funziona la mia attività qui, ma soprattutto a te che lavori in uno qualsiasi dei settori online e stai pensando di venire a vivere in Spagna. 

È ancora oggi difficile abbandonare il concetto di freelance e di p.iva e accettare che ho un’impresa tutta mia, come copywriter ma anche come proprietaria di vari blog dai quali ho ricavi economici diretti. Non sono più solo una writer.

La Spagna per chi lavora online non è male. Oltre a essere bellissima, ha una tassazione abbastanza ragionevole, soprattutto per noi che veniamo dall’Italia. In qualità di lavoratrice digitale sono due le cose che pago. La Securidad Social, che è la versione spagnola dell’INPS, e l’IRPF (diciamo l’IRPEF questa già la conosci!). Lavoro con alcuni clienti spagnoli e a loro addebito anche l’IVA. Per gli italiani invece, l’IVA non è addebitata se sono iscritti al VIES (altrimenti devi metterla in fattura, sennò poi tocca pagarla a te e pure maggiorata!).

La previdenza sociale qui in Spagna va a step. Entro un certo limite di guadagni, pur sempre abbastanza alto comunque, si paga circa 270€ al mese. Per il primo anno e mezzo ci sono vari sconti per chi apre azienda per la prima volta, qui conosciuta come tarifa plana, tant’è che i primi sei mesi il prezzo è di 55€ al mese circa. Poi si passa a circa 130€, poi 180€ e infine si entra nel regime pieno. Un periodo che secondo il governo spagnolo è sufficiente per farci capire se possiamo o meno proseguire come lavoratori autonomi. L’IRPF per me è al 20%.

Cosa importante, non devi anticipare niente. In Italia le cose stavano diversamente e l’INPS in base a quanto guadagni durante l’anno, ti chiede un anticipo di quasi l’80% per le tasse dell’anno successivo, ipotizzando che più o meno guadagnerai la stessa cifra.

Niente studi di settore o spese accessorie. Scarichi abbastanza da poter risparmiare anche il 40% sulle tasse stesse. La burocrazia tutto sommato è abbastanza snella qui in Spagna, sono più elastici su tanti aspetti ma, se sgarri con i pagamenti, le maggiorazioni arrivano molto prima rispetto che in Italia.

Un articolo davvero molto utile che ti spiega quanto costa essere autonomo in spagna, è questo: Cuanto cuesta ser autonomo en España 

Come si apre una posizione autonoma in Spagna?

Proprio come in Italia, puoi aprire da solo la tua posizione da autonomo in Spagna. Io ho scelto la strada più breve. Visto che sono una frana in matematica e avevo già preventivato di delegare a un commercialista tutto l’aspetto burocratico (necessario ancor di più perché non posso dire di conoscere lo spagnolo perfettamente), io non ho fatto assolutamente niente. Ho portato i documenti alla mia commercialista e lei ha aperto impresa per me.

Io ti consiglio vivamente di fare altrettanto. Sbagliare è facile, soprattutto in una lingua che non padroneggi perfettamente. Le conseguenze possono essere molto traumatiche. Prima comunque, ricordati di prendere appuntamento per il NIE provvisorio. Ottieni la cita entro due o tre mesi. Quando hai il famoso numerino che identifica noi stranieri, puoi andare dal commercialista e aprire impresa.

Tuttavia, se hai deciso di far tutto da solo, io non posso aiutarti. Ti consiglio di leggere l’articolo di Giulia, dove spiega come ha mosso i suoi passi in questa direzione durante la sua esperienza di vita a Barcellona.

Quando paghi le tasse in Spagna?

Ogni tre mesi. A gennaio, aprile, luglio e ottobre. Vale sia per l’IRPF sia per l’IVA. La securidad social invece, la paghi ogni mese, entro il 30. La commercialista la pago ogni mese per scelta, mi aveva offerto anche l’opzione trimestrale ma preferisco saldare subito. Il costo della gestione da parte dell’asesor fiscal parte da 50€+iva al mese, ma in base a ciò di cui hai bisogno, puoi spendere di meno o di più.

Le mie conclusioni

Vivo la pressione fiscale spagnola in modo meno “pressante” rispetto a quella italiana. Di carattere ansiosa, non mi posso certo privare di qualche paranoia ma, tutto sommato, non mi lamento. Anche perché la Spagna è molto più economica rispetto a tante città italiane. Gli affitti costano meno, soprattutto se non vuoi vivere nei quartieri più popolari o ti accontenti di vivere per un periodo in periferia. Costa meno far la spesa, il divertimento e tanto altro.

Le tasse non sono l’unica cosa importante. Quando scegli di trasferirti devi valutare tutta la situazione economica in generale ma soprattutto, scegliere di vivere in un posto che ami, che senti sia davvero adatto a te.

 

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